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WAKE ME UP WHEN BIENNOLO ENDS

 

stampa su pvc, elementi in metallo

515 x 70 x 50 cm

2021

nell’ambito di BienNolo 2021, seconda edizione,

a cura di Carlo Vanoni, Gianni Romano, Rossana Ciocca e Matteo Bergamini, quartiere Nolo, Milano

Siamo davvero pronti a riaffacciarci al reale?

Come l’ode di Orazio arriva dopo la morte di Cleopatra e come il brano di Billie Joe Armstrong, frontman dei Green Day, viene composto anni dopo la morte del padre, così questa edizione di Biennolo segue la morte di tante “cleopatre” e tanti “padri” portati via dalla pandemia.

L’intervento “Wake me up when biennolo ends” vuole condensarsi in una delle forme possibili di auto-riflessione e comunicazione dell’evento stesso.
Da un lato, si serve della pratica della “memetica” e del détournement debordiano, estrapolando dal territorio del web uno degli slogan più parodiati: il sempiterno “Wake me up when ... ends”. Dall’altro, quasi estremizzando quella retorica della partecipazione e del coinvolgimento del cittadino all’interno dei processi produttivi e artistici, l’opera pone il pubblico al centro di una narrazione ambiguamente e apparentemente contro-biennalesca: alla biennale di periferia, il pubblico è l’artista e interviene alla sua mostra scrivendo messaggi nello spazio pubblico e condiviso (come durante il lockdown).

 

Svegliatemi quando finisce.
Svegliatemi solo quando Biennolo è finita: allora finalmente berremo.
Non svegliatemi da questo sogno. Non voglio svegliarmi dall’incubo del reale.